Sentieri e itinerari Valsesia - CAI


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 729 
Miniere e Colle della Balma


Locarno - Miniera della Balma - Colle della Balma



Comune: Varallo



Codice catasto: 729


Partenza: Locarno, a metri 456
Arrivo: Colle della Balma a metri 1625



Stato del sentiero: Percorribile regolarmente
Tempo di percorrenza: 5 ore
Dislivello: 1169 metri


Sentiero Miniere e Colle della Balma


Si tratta della riproposizione di un sentiero per molto tempo abbandonato, che permette di raggiungere la miniera di nichelio alla Balma. Era la cosiddetta "stràa dla lessi", lungo i cui ampi tornanti venivano trasportati sulle slitte i sacchi pieni di minerale fino al ponte della Gula.

A monte del paese di Locarno, alla prima curva dopo la chiesa della Madonna di Costantinopoli, si trova il cartello indicatore. Di fronte all'oratorio, a sinistra verso il torrente, (dove scende l'itinerario 724) si notano i ruderi delle costruzioni erette attorno alla fucina, nella quale già fin dal 1600 si lavorava il materiale ferroso delle miniere della famiglia d'Adda.
Superati quattro tornanti in salita dopo il Santuario di Roncaglio, sfiorato l'abitato omonimo, si abbandona la strada che porta a Dramo e Parone e si svolta nettamente a sinistra, su strada asfaltata fino alla località Camussa. Si prosegue quasi in piano su sterrata per circa tre chilometri, attraversando molti alpeggi con baite in via di ristrutturazione ( Prà, Personale, Rolla). Si può percorrere questi primi chilometri in auto su strada assai disagevole, parcheggiando l'auto presso gli ultimi alpeggi e proseguire l'ultimo tratto a piedi fino al bivio che porta alla Cava del marmo rosa e al monolito "I1 Teraggiun " (ore 1).
Un segnale indica a destra la brutta sterrata che conduce in circa 10 minuti, con alcuni tornanti, a detta cava, situata in località Gavassi, dalla quale furono ricavate le colonne dei portici dell'oratorio della Madonna di Costantinopoli di Locarno e della chiesa di San Pietro di Parone. Nel 1967 se ne ricavò la mensa dell'altare del santuario dell'Ausiliatrice di Roncaglio. Dalla cava, sopra la prima baracca diroccata, è segnalato un ripido sentiero, quasi una traccia che, superata un'altra baracca, si inoltra nel bosco e porta in 15' alla Torre del Teraggiun, monolito naturale alto 23 metri nella parte sud, già utilizzato come palestra di roccia.
La mulattiera per la Balma prosegue invece quasi piano, nel bosco, superando la fresca sorgente in località Lumaca. Si avanza in moderata salita, si raggiunge l'alpe Campello e, poco oltre le ultime baite, i ruderi dei locali di raccolta del materiale delle miniere e il vicino Ponte della Gula, recentemente ricostruito. Qui inizia la vera "stràa dla lessi" che sale, con pendenza marcata ma costante, a larghi tornanti nel bosco di faggi. Si tralasciano un paio di sentieri che portano prima a sinistra a Pezza di Mezzo e poi a destra a Pezza di Sopra, con i ruderi di una quindicina di baite incendiate durante 1'ultima guerra. Si sale gradualmente con innumerevoli tornanti, superando un largo tratto franato. Uscendo dal bosco, il panorama si apre verso il Luvot da un lato e verso la Penna e la Res dall'altro. Nella parte alta si raggiunge la dorsale, la si fiancheggia sempre a tornanti, mentre la visuale si amplia fin oltre il Lago Maggiore. Giunti all'altezza delle Miniere della Balma, si svolta a sinistra, su percorso pianeggiante, tagliato nel ripido fianco del costone e si raggiungono prima le baracche diroccate, poi l'ingresso della miniera di nichelio e di cobalto.
Dal 1862 ne era proprietaria una Società Belga che nel 1876 aveva alle sue dipendenze circa ottanta lavoratori. L'attività fu sospesa alla fine del secolo, non potendo reggere alla concorrenza estera. Nel periodo di autarchia si tentò di riprendere lo sfruttamento, allorché Mussolini volle riattivare tutte le miniere per difendersi dalle sanzioni internazionali. Fu trascinato fin lassù con grande fatica un compressore; le baracche erano vigilate anche nel periodo invernale... ma ogni progetto fu sospeso per le enormi difficoltà di trasporto dovute al dislivello.(ore 3,30-4.30)
Dai ruderi si scende una decina di metri su detriti ad attraversare il sottostante canalone; per sentiero poco marcato si continua con moderata pendenza sul fianco del monte in direzione del Colle della Balma 1625 m. (ore 0.30-5), alto sopra i resti dell'Alpe omonima. Sul colle passa l'itinerario 715 (Isolella-Castello di Gavala).


Note:

E' un itinerario di grande interesse per le miniere e i ruderi delle fabbriche di servizio e per la strada che le raggiunge, anche se degradata dal tempo. Il percorso è segnalato.


Consigli tecnici:


Il percorso descritto è piuttosto lungo e faticoso. A piedi, da Locarno si raggiunge il bivio del "Teraggiun" in poco più di un'ora; da qui la salita alle miniere, passando per il nuovo ponte, non presenta particolari problemi anche se la mulattiera in alcune parti è in cattive condizioni ed in un tratto è franata (comunque percorribile); dalle miniere alla Sella si impiega poco più di mezz'ora e quest'ultimo tratto è da affrontare solo in assenza di neve o ghiaccio.


Pubblicazioni:


Guida degli itinerari escursionistici della Valsesia - Foglio 6/B,
IGM foglio 30 II N.O. Varallo - 30 III N.E. Scopa.
Guida dei Monti d'italia CAI-TCI - Alpi Biellesi e Valsesiane.


Traccia GPS: sentiero_729_EVCA7290000.zip
clicca per scaricare il file, formato standard GPX per navigatori GPS


Traccia KMZ: sentiero_729_729.kmz
clicca per scaricare il file, formato KMZ



mappa cartinaMiniere e Colle della Balma

La mappa e le immagine fornite sono indicative.




Percorribile regolarmente
Tipologia: Escursionistico
Categoria: Prati, pascoli, tratti boschivi
Difficoltà: EE - Escursionisti Esperti
Periodo consigliato: Primavera-Estate-Autunno

Incrocia il sentiero: 715 - Castello di Gavala (da Sud Est). visualizza
Incrocia il sentiero: 724 - Crevola - Maddalene di Postua visualizza

Altri incroci e collegamenti:


I sentieri nei collegamenti segnalati con uno o più # o * non sono ancora disponibili.


Ultimo rilievo sentiero effettuato il: 27-10-2010

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