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09  OTTOBRE 2011

TRAVERSATA COLLINE VALSESIA nell'ambito della GIORNATA AMBIENTE NAZIONALE



Località: PARCO NATURALE DEL MONTE FENERA



Appuntamento di tipo: Escursionistica

Organizzata da ESCAI Grignasco


Lo Spirito della Pietra
Viaggi dentro la terra…e sopra!
Orogenesi alpina, giacimento minerario, estrazione e lavorazione
Radici storiche del presente – Identità di territorio - Segreti e ricchezze del sottosuolo.



PARCO NATURALE DEL MONTE FENERA
Il Parco Naturale del Monte Fenera prende il nome dal monte che si erge sopra i rilievi
della bassa Valsesia; si estende per una superficie complessiva di oltre 3.378 ettari, in
posizione baricentrica rispetto alla pianura novarese, alla Valsesia, al Lago d'Orta e al Lago
Maggiore. Istituito nel 1987 ,comprende i comuni di Boca, Borgosesia, Cavallirio,
Grignasco, Prato Sesia, Valduggia. Il Monte Fenera sorge in posizione solitaria a dominio delle colline della bassa
Valsesia, alle porte di Borgosesia. Dalla sua cima (899 m) si può godere di un suggestivo panorama che spazia dalla
pianura al massiccio cristallino del Monte Rosa, abbracciando una discreta porzione dell'arco alpino occidentale.
Dal punto di vista della struttura geologica, questa montagna di proporzioni non particolarmente
rilevanti, è invece molto importante. Il Monte Fenera costituisce, infatti, l'unico grande complesso di
rocce sedimentarie della Valsesia. Questo genere di rocce di tipo dolomitico, per natura propria (sono
poco elastiche) hanno subito nel tempo molte fessurazioni e fratture orogenetiche. Attraverso le fratture,
l’acqua piovana è potuta penetrare all'interno della massa dolomitica e, nel corso di centinaia di migliaia
di anni, operare la dissoluzione-erosione di grandi quantità di roccia producendo numerose caverne,
tortuosi budelli, profondi pozzi e formando stupende concrezioni, imponenti stalattiti e stalagmiti. In
alcune di queste sono stati ritrovati resti di fauna preistorica tra cui l'orso delle caverne.
La FAUNA: all'interno del Parco è possibile individuare due tipi di formazioni arboree: una caratterizzata dalla
presenza di piante imponenti, l'altra con prevalenza di piante di modesto diametro. Nella prima, con ex
castagneti da frutto si trova una fauna tipica indicatrice della antichità del bosco: tra gli uccelli il Picchio
rosso minore, il Picchio muratore e rampichino; tra i mammiferi il Cinghiale ed il Capriolo.
Nella seconda, come nelle boscaglie di ricostituzione, troviamo specie diverse quali lo Scricciolo, la
Capinera ed il Toporagno, frequentatori abituali di formazioni arbustive. Fra i vari ambienti si evidenziano
quelli rocciosi delle pareti calcaree dove vivono animali, soprattutto uccelli, che raramente si trovano altrove
in Valsesia, come il Falco pellegrino, la Rondine montana ed il Picchio muraiolo. Anche i prati, orti, frutteti e
vigneti hanno un'importanza vitale per la diversificazione delle specie animali che li frequentano e troviamo
ad esempio: il Torcicollo, il Picchio verde e il Frosone fra gli uccelli; il Capriolo e la Lepre tra i mammiferi, che
utilizzano le colture per pascolare ed il bosco per riposare.
In particolare il vigneto ospita specie da esso dipendenti in modo esclusivo, come la Tortora, il Canapino e lo
Zigolo nero. Nella brughiera, con una vegetazione rada e stentata dovuta al terreno arido ed al passaggio
del fuoco, abitano animali di particolare interesse come il Succiacapre ed il Falco pecchiaiolo. La migliore
esposizione al sole, propria di questo ambiente, favorisce la vita dei rettili quali il Ramarro, il Biacco e la
Vipera comune che sono prede comuni del Biancone, grande rapace che popola i cieli del Parco assieme alla
Poiana ed al Nibbio bruno. Nel 1994 è avvenuta la prima nidificazione di Cicogna nera.
La FLORA: la conformazione del territorio del Parco, degradante dagli 899 metri della punta del Monte Fenera ai
300 metri s.l.m., la varia esposizione dei versanti e l'abbondante presenza di corsi d'acqua, caratterizzano la
notevole varietà di piante esistenti. Il 93% della superficie del Parco è coperta da boschi con prevalenza di
castagno, al quale si accompagnano altre specie quali il frassino, la farnia, il rovere, il cerro, la betulla, l'acero, il
pioppo tremolo, il ciliegio selvatico, il salice e il sorbo montano; la robinia ha invaso le colline meridionali, mentre
negli avvallamenti umidi e lungo i torrenti sono presenti l'ontano ed il pioppo nero. A settentrione, nei versanti
più freschi, è ben presente il faggio, mentre a sud, su pareti rocciose e terreni calcarei, si trova l'orniello, tipica
essenza di ambiente mediterraneo a cui appartengono anche il pungitopo ed il ginepro che si trovano in
abbondanza. Tra gli arbusti tipicamente presenti nei boschi si trovano il nocciolo, il corniolo, la sanguinella, il
sambuco, il biancospino, l'evolino, il crespino ed il ligustro. Tra le piante erbacee oltre alle presenze più comuni di
elleboro, ciclamino, polmonaria, campanellino, croco e dente di cane, vanno segnalate specie più rare come la
Daphne alpina, Daphne laureola, Daphne mezereum, l'Iris graminea e la vite selvatica o rarissime, di elevato
valore ornamentale, come la lingua cervina, la felce florida ed il capelvenere.
LA STORIA: attraverso i secoli, a partire dal Paleolitico Medio fino ai giorni nostri, si ha sul monte Fenera una
continua presenza umana con genti molto diverse che si sono succedute nel tempo lasciando importanti tracce del loro
passaggio.Dai rozzi strumenti di pietra dell'uomo di Neanderthal, alla ceramica del Neolitico ed agli oggetti di metallo
per arrivare all'epoca Romana con monete in bronzo e in argento, infine il Medioevo ci ha lasciato più evidenti
testimonianze con le murature a spina del sec. XII, le rovine del Castello
Robiallo.Testimonianze più recenti relative ad una vita rurale e pastorizia sono identificabili
negli alpeggi (Alpe Fenera, ai Camini...), caratterizzati sino al 1960, da case abitate con i tetti
di paglia, "Taragnan": che costituivano le abitazioni contadine e popolari nel VIII e IX secolo
ed i mulini, localizzati lungo i corsi d'acqua, infine le cave con i carrelli trasportatori e le strade
di collegamento con le fornaci.


scarica - apri Scarica/apri allegato in formato PDF: Programma_Colline_Cavallirio_2011sen.pdf

Per informazioni, contatti: cell. 347.8034278
E-mail: gabriella.patriarca@alice.it





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Scheda aggiornata il 29-1 - Dati inseriti/modificati dall'utente: ESCAI Grignasco

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