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17  LUGLIO 2010

DUE GIORNI IN RIFUGIO 10/11 luglio & al Tiglio di Macugnaga - Rif. Zamboni Zappa



Località: al Tiglio di Macugnaga - Rif. Zamboni Zappa



Appuntamento di tipo: Escursionistica

Organizzata da ESCAI Grignasco


Prosegue il nostro affascinante viaggio nella storia dell’uomo, degli usi e dei costumi dei diversi luoghi, delle tradizioni più belle…attraverso i patriarchi verdi!
Preziosi alberi monumentali, patrimoni culturali dell’umanità!
In questo mondo di alberi, dopo aver ammirato, sostato ai loro piedi, affidato i nostri desideri…dal plurisecolare Larice di Rima in Valsesia, al rarissimo meraviglioso Bosco dei cinque Faggi secolari in Liguria, al maestoso Cedro del Libano, all’albero sacro del Ginkgo nel Parco Estense di Villa Mirabello a Varese, ai giganti centenari in Val d’Aosta nel Parco di Villa Binel: la Sequoia gigante, il Pino Eccelsa, l’Agrifoglio, il Pero comune, la Fusaggine…e ai pluricentenari Ippocastano e i Platani delle Cave a Donnas … andremo sulle tracce del “vetusto Tiglio” di Macugnaga in Valle Anzasca!

Un albero che come pochi altri suscita fascino e mistero, un gigante verde ricco di sacralità e di leggende!

Sarà anche l’occasione del “pernottamento in rifugio al Zamboni-Zappa” nella suggestiva conca dell’Alpe Pedriola, al cospetto della grandiosa parete est del Monte Rosa 4635 m, nel comune Walser di Macugnaga!

Al calar del buio quando gli occhi faticano a riconoscere l’ambiente circostante tutti gli altri sensi vengono amplificati… viaaaa per un’emozionante avventura alla scoperta dei misteriosi rumori e versi notturni nell’alpeggio…per ascoltare tutto ciò che non si riesce a vedere!
Alla luce del sole avvisteremo tane di marmotte, camosci, stambecchi, aquile…con straordinaria camminata !
Saranno sempre festeggiati i compleanni!
In primis…la straordinaria realizzazione di un amuleto porta fortuna… da non perdere…!!!


Ritrovo: Alle ore 6,45 di sabato 17 luglio presso il piazzale della scuola media di Grignasco
Rientro: alle ore 19,30 c.a. di domenica 18 luglio presso il piazzale della scuola media di Grignasco

Itinerario: in auto da Grignasco a Macugnaga (m.1323)
in seggiovia fino all’Alpe Belvedere (m. 1914)
a piedi: Alpi Belvedere - Pedriola (m.2065), rifugio Zamboni-Zappa (m. 2070)

Tempo di cammino: 1 ora circa.
Quota massima: 2070 m.

COSA PORTARE????
Pranzo al sacco solo per il sabato.
Abbigliamento consigliato IN UN UNICO ZAINO: sacco a pelo o sacco lenzuolo (il rifugio ha coperte) scarpe da ginnastica da usare nel rifugio, giacca a vento, mantellina od ombrello pieghevole, maglione o pile, pigiama, asciugamano, il necessario per l’igiene personale (spazzolino, piccolo tubetto di dentifricio…), ricambio indispensabile per un giorno, salviette umidificate, cappello di lana, cappellino o bandana, crema solare, binocolo, macchina fotografica (se li possiedi), borraccia, bicchiere, pila, tessera CAI, il manuale con Noi…in Montagna e… scarponi o pedule ai piedi!
Un piccolo zainetto vuoto (da utilizzare per l’escursione di domenica).


ATTENZIONE !!! Lo zaino lo dovrai portare e dalla seggiovia fino al rifugio sulle tue spalle!
Non ci sono mezzi per trasportarlo! Porta con te solo le cose indispensabili! e…(solo per i più piccoli) prepara lo zaino insieme alla mamma e/o al papà

Il rifugio è di proprietà del CAI sezione SEM Milano.
Ricordati che saremo ospiti, l’educazione ed il rispetto per la struttura e per gli altri ospiti!


¨ Per qualsiasi informazione telefona al tuo accompagnatore di A.G. Gabriella Patriarca
' 0163/835377-347/8034278



Valle Anzasca - Il vecchio Tiglio


La Valle Anzasca è una delle valli trasversali della Val d’Ossola ed è contornata da importanti vette: Punta Dufor 4.637 m, Punta gnifetti 4559, Cima Jazzi, 3804 m nel massiccio del Monte Rosa, la Punta Grober
3.497 m e Pizzo Bianco 3215 m nei contrafforti valsesiani del Monte Rosa.
La valle si collega verso la Svizzera con il Passo del Monte Moro 2862 m e verso la Valsesia con il Passo del Turlo 2736.
Nel 2002 la valle ha ottenuto rilevanza nazionale: in fatti a causa dello scioglimento dei ghiacciai si formò un laghetto effimero che minacciò l’incolumità di Macugnaga e dell’intera valle e si dovette pertanto procedere allo svuotamento tramite idrovore.
Caratteristica della valle è la divisione culturale: nella basse valle è predominante la tradizione latina, mentre in alta valle sopravvivono ancora le usanze degli antichi Walzer che si insediarono in questa terra tra il XIII e il XV secolo.
Il centro principale è Macugnaga, conosciuta sia per l’ampio comprensorio sciistico sia per l’escursionismo estivo, ove è pure possibile visitare la Casa Museo Walzer e la Chiesa Vecchia, risalente al 1317.
Importante fu nel passato l’attività mineraria, in particolare l’estrazione dell’oro, i cui giacimenti si dice fossero conosciuti già dai Romani. e’ oggi possibile visitare la miniera d’oro della Guia, prima miniera d’oro delle Alpi e prima miniera-museo in Italia.

Uscendo dall’abitato di Macugnaga in direzione testata di valle, si raggiunge la “Chiesa Vecchia” e il piccolo cimitero, in fregio ai quali, sul lato sinistro della strada, protetto da una chiudenda in legno, è radicato il vecchio Tiglio, vero simbolo per la Comunità locale.
Il tiglio a grandi foglie di Macugnaga, è davvero maestoso. E’ alto 12 metri e ha una circonferenza di oltre 8,30 metri.
Il fusto, alto 3,5 m., è completamente cavo e anche i vari rami sono molto danneggiati da carie.
Secondo una leggenda riportata dello scrittore Albert Schott nel 1842, il vecchio Tiglio di Macugnaga fu introdotto e piantato nella seconda metà del ‘200 da una donna che faceva parte dei primi pastori Walser fondatori del paese.
Sarebbe stato all’epoca un minuscolo semenzale alto una spanna, portato come “trait-d’union” con l’originaria Patria vallesana.
L’età di questo maestoso monumento vegetale è da anni un grande argomento d'interesse per gli studiosi.
Secondo la tradizione avrebbe la stessa età della “Chiesa vecchia” che si trova lì a fianco, la cui fondazione risalirebbe al 1115, ma di cui si hanno notizie certe sono nell’anno 1317. In questo modo l’età del tiglio sarebbe di ben 686 anni.
Alcuni studiosi fanno risalire l’età della pianta a non meno di 500 anni, ma è probabile che sia in realtà più vecchia perché i mezzi con cui è stato fatto il calcolo non possono essere considerati del tutto precisi. Il legno è, infatti, cavo e il numero totale di cerchie annuali è stato solo ipotizzato.
Sotto il tiglio di Macugnaga si riunirono per secoli i saggi, ovvero gli anziani del villaggio che avevano il compito di amministrare il paese e prendere le decisioni importati per tutta la collettività.

Il tiglio a grandi foglie è diffuso in Europa. Nella penisola italiana si trova nelle Alpi e negli Appennini centro-settentrionali. In Piemonte vive sulle Alpi e sugli Appennini.
Si tratta di un albero che può raggiungere i 30-35 m d'altezza, caratterizzato da fusto dritto, rami numerosi e chioma stretta.
Le foglie sono grandi, raggiungono i 10-12 cm, cuoriformi. I fiori sono di colore giallo verdastro, riuniti in numero di 2-7 all’estremità di un lungo peduncolo. Compaiono in giugno-luglio e sono molto profumati.
Il legno è biancastro, tenero e leggero. Queste caratteristiche lo rendono adatto ai lavori d'intaglio, tornitura e per i mobili.
Fin dal Rinascimento il tiglio cominciò ad essere usata come pianta medicinale, inizialmente masticandone solo la corteccia e applicandone la poltiglia sulle ferite come cicatrizzante.






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Scheda aggiornata il 29-06-2010 - Dati inseriti/modificati dall'utente: ESCAI Grignasco





DUE GIORNI IN RIFUGIO 10/11 luglio & al Tiglio di Macugnaga - Rif. Zamboni Zappa

Resoconto inserito il 26-06-2010

Prosegue il nostro affascinante viaggio nella storia dell’uomo, degli usi e dei costumi dei diversi luoghi, delle tradizioni più belle…attraverso i patriarchi verdi!

Preziosi alberi monumentali, patrimoni culturali dell’umanità!

In questo mondo di alberi, dopo aver ammirato, sostato ai loro piedi, affidato i nostri desideri…dal plurisecolare Larice di Rima in Valsesia, al rarissimo meraviglioso Bosco dei cinque Faggi secolari in Liguria, al maestoso Cedro del Libano, all’albero sacro del Ginkgo nel Parco Estense di Villa Mirabello a Varese, ai giganti centenari in Val d’Aosta nel Parco di Villa Binel: la Sequoia gigante, il Pino Eccelsa, l’Agrifoglio, il Pero comune, la Fusaggine…e ai pluricentenari Ippocastano e i Platani delle Cave a Donnas … andremo sulle tracce del “vetusto Tiglio” di Macugnaga in Valle Anzasca!


Un albero che come pochi altri suscita fascino e mistero, un gigante verde ricco di sacralità e di leggende!


Sarà anche l’occasione del “pernottamento in rifugio al Zamboni-Zappa” nella suggestiva conca dell’Alpe Pedriola, al cospetto della grandiosa parete est del Monte Rosa 4635 m, nel comune Walser di Macugnaga!


Al calar del buio quando gli occhi faticano a riconoscere l’ambiente circostante tutti gli altri sensi vengono amplificati… viaaaa per un’emozionante avventura alla scoperta dei misteriosi rumori e versi notturni nell’alpeggio…per ascoltare tutto ciò che non si riesce a vedere!

Alla luce del sole avvisteremo tane di marmotte, camosci, stambecchi, aquile…con straordinaria camminata !

Saranno sempre festeggiati i compleanni!

In primis…la straordinaria realizzazione di un amuleto porta fortuna… da non perdere…!!!



Ritrovo: Alle ore 6,45 di sabato 17 luglio presso il piazzale della scuola media di Grignasco

Rientro: alle ore 19,30 c.a. di domenica 18 luglio presso il piazzale della scuola media di Grignasco


Itinerario: in auto da Grignasco a Macugnaga (m.1323)

in seggiovia fino all’Alpe Belvedere (m. 1914)

a piedi: Alpi Belvedere - Pedriola (m.2065), rifugio Zamboni-Zappa (m. 2070)


Tempo di cammino: 1 ora circa.

Quota massima: 2070 m.


COSA PORTARE????

Pranzo al sacco solo per il sabato.

Abbigliamento consigliato IN UN UNICO ZAINO: sacco a pelo o sacco lenzuolo (il rifugio ha coperte) scarpe da ginnastica da usare nel rifugio, giacca a vento, mantellina od ombrello pieghevole, maglione o pile, pigiama, asciugamano, il necessario per l’igiene personale (spazzolino, piccolo tubetto di dentifricio…), ricambio indispensabile per un giorno, salviette umidificate, cappello di lana, cappellino o bandana, crema solare, binocolo, macchina fotografica (se li possiedi), borraccia, bicchiere, pila, tessera CAI, il manuale con Noi…in Montagna e… scarponi o pedule ai piedi!

Un piccolo zainetto vuoto (da utilizzare per l’escursione di domenica).



ATTENZIONE !!! Lo zaino lo dovrai portare e dalla seggiovia fino al rifugio sulle tue spalle!

Non ci sono mezzi per trasportarlo! Porta con te solo le cose indispensabili! e…(solo per i più piccoli) prepara lo zaino insieme alla mamma e/o al papà


Il rifugio è di proprietà del CAI sezione SEM Milano.

Ricordati che saremo ospiti, l’educazione ed il rispetto per la struttura e per gli altri ospiti!



¨ Per qualsiasi informazione telefona al tuo accompagnatore di A.G. Gabriella Patriarca

' 0163/835377-347/8034278


Valle Anzasca - Il vecchio Tiglio



La Valle Anzasca è una delle valli trasversali della Val d’Ossola ed è contornata da importanti vette: Punta Dufor 4.637 m, Punta gnifetti 4559, Cima Jazzi, 3804 m nel massiccio del Monte Rosa, la Punta Grober

3.497 m e Pizzo Bianco 3215 m nei contrafforti valsesiani del Monte Rosa.

La valle si collega verso la Svizzera con il Passo del Monte Moro 2862 m e verso la Valsesia con il Passo del Turlo 2736.

Nel 2002 la valle ha ottenuto rilevanza nazionale: in fatti a causa dello scioglimento dei ghiacciai si formò un laghetto effimero che minacciò l’incolumità di Macugnaga e dell’intera valle e si dovette pertanto procedere allo svuotamento tramite idrovore.

Caratteristica della valle è la divisione culturale: nella basse valle è predominante la tradizione latina, mentre in alta valle sopravvivono ancora le usanze degli antichi Walzer che si insediarono in questa terra tra il XIII e il XV secolo.

Il centro principale è Macugnaga, conosciuta sia per l’ampio comprensorio sciistico sia per l’escursionismo estivo, ove è pure possibile visitare la Casa Museo Walzer e la Chiesa Vecchia, risalente al 1317.

Importante fu nel passato l’attività mineraria, in particolare l’estrazione dell’oro, i cui giacimenti si dice fossero conosciuti già dai Romani. e’ oggi possibile visitare la miniera d’oro della Guia, prima miniera d’oro delle Alpi e prima miniera-museo in Italia.


Uscendo dall’abitato di Macugnaga in direzione testata di valle, si raggiunge la “Chiesa Vecchia” e il piccolo cimitero, in fregio ai quali, sul lato sinistro della strada, protetto da una chiudenda in legno, è radicato il vecchio Tiglio, vero simbolo per la Comunità locale.

Il tiglio a grandi foglie di Macugnaga, è davvero maestoso. E’ alto 12 metri e ha una circonferenza di oltre 8,30 metri.

Il fusto, alto 3,5 m., è completamente cavo e anche i vari rami sono molto danneggiati da carie.

Secondo una leggenda riportata dello scrittore Albert Schott nel 1842, il vecchio Tiglio di Macugnaga fu introdotto e piantato nella seconda metà del ‘200 da una donna che faceva parte dei primi pastori Walser fondatori del paese.

Sarebbe stato all’epoca un minuscolo semenzale alto una spanna, portato come “trait-d’union” con l’originaria Patria vallesana.

L’età di questo maestoso monumento vegetale è da anni un grande argomento d'interesse per gli studiosi.

Secondo la tradizione avrebbe la stessa età della “Chiesa vecchia” che si trova lì a fianco, la cui fondazione risalirebbe al 1115, ma di cui si hanno notizie certe sono nell’anno 1317. In questo modo l’età del tiglio sarebbe di ben 686 anni.

Alcuni studiosi fanno risalire l’età della pianta a non meno di 500 anni, ma è probabile che sia in realtà più vecchia perché i mezzi con cui è stato fatto il calcolo non possono essere considerati del tutto precisi. Il legno è, infatti, cavo e il numero totale di cerchie annuali è stato solo ipotizzato.

Sotto il tiglio di Macugnaga si riunirono per secoli i saggi, ovvero gli anziani del villaggio che avevano il compito di amministrare il paese e prendere le decisioni importati per tutta la collettività.


Il tiglio a grandi foglie è diffuso in Europa. Nella penisola italiana si trova nelle Alpi e negli Appennini centro-settentrionali. In Piemonte vive sulle Alpi e sugli Appennini.

Si tratta di un albero che può raggiungere i 30-35 m d'altezza, caratterizzato da fusto dritto, rami numerosi e chioma stretta.

Le foglie sono grandi, raggiungono i 10-12 cm, cuoriformi. I fiori sono di colore giallo verdastro, riuniti in numero di 2-7 all’estremità di un lungo peduncolo. Compaiono in giugno-luglio e sono molto profumati.

Il legno è biancastro, tenero e leggero. Queste caratteristiche lo rendono adatto ai lavori d'intaglio, tornitura e per i mobili.

Fin dal Rinascimento il tiglio cominciò ad essere usata come pianta medicinale, inizialmente masticandone solo la corteccia e applicandone la poltiglia sulle ferite come cicatrizzante.








Inserito/modificato dall'utente: ESCAI Grignasco






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