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01  LUGLIO 2017

Rifugio Dondena e Lago di Miserin



Località: Valle d'Aosta



Appuntamento di tipo: Escursionistica

Organizzata da GRIM Varallo


vedi locandina


scarica - apri Scarica/apri allegato in formato PDF: C.A.I._20170627_142502.pdf






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Scheda aggiornata il 27-06-2017 - Dati inseriti/modificati dall'utente: Sezione Varallo





Rifugio Dondena e Lago di Miserin

Resoconto inserito il 28-09-2017

A distanza di una settimana, il Grim ha intrapreso un’altra uscita di due giorni, trasferendosi fuori regione e più precisamente nella valle di Champorcher in Valle d’Aosta.

Forse non si era ancora affievolita l’euforia del week-end appena trascorso, quando ci siamo ritrovati sabato pomeriggio, tutti molto carichi di aspettative e di voglia di condividere altri due giorni insieme agli amici.

Tutto questo ci ha spronato a sfidare la solita nuvola guastafeste che si è presentata, benedicendo la parte iniziale del viaggio, ma che fortunatamente ha deciso di non lasciare la Valsesia e ci ha permesso di proseguire tranquillamente, facendoci ben sperare anche per la camminata che avremmo dovuto affrontare, dal momento che si era deciso di lasciare le auto al parcheggio di Champorcher Mont Blanc e affrontare a piedi il comodo sentiero, che conduce al rifugio Dondena.

Questa si è rivelata una decisione azzeccata, perché, malgrado il cielo un po’ plumbeo non ci abbia permesso di apprezzare in pieno l’ambiente circostante, è stato emozionante camminare osservando le mandrie di mucche al pascolo e le sempre simpatiche marmotte, che sembravano giocare a nascondino, quasi sfidandoci ad inseguirle per poi nascondersi pigramente nelle loro tane.

In questo modo la camminata, di per sé poco faticosa, è sembrata anche meno lunga e siamo arrivati in modo spensierato e allegro al rifugio, che si trova in una verde conca, con al centro un piccolo laghetto e attorniata da pascoli e cime ancora innevate, tanto che ci è sembrato di far parte di un paesaggio fiabesco ricco di colori e profumi.

Il momento poetico ha presto lasciato il posto ad altri profumi e cioè a quelli che uscivano dalla cucina, così ci siamo sistemati velocemente nelle camerate, attendendo golosamente la cena.

A questo punto è iniziata così la parte più attesa di una gita di due giorni e cioè quella in cui tutti ci si rilassa e si dà spazio a tutta la convivialità di cui si è capaci; gli accompagnatori mollano un po’ la guardia e i ragazzi si divertono in modo spensierato,anche se mai in modo esagerato, e la serata passa tra aneddoti, giochi e risate, tanto che il momento di dormire sembra arrivare sempre troppo presto.

La domenica mattina, ci svegliamo tutti presto, sperando nel bel tempo preannunciato, ma, usciti dal rifugio, ci siamo resi conto che ci avrebbero fatto compagnia un po’ di nuvole e soprattutto il vento che soffia forte e che ci accompagnerà per gran parte della giornata e sarà così intenso che neanche il sole, che farà finalmente capolino, riuscirà a riscaldarci completamente.

Per nulla intimoriti da tutto ciò, si parte verso il lago di Miserin e il suo rifugio, attraverso un percorso ad anello che ci riporterà poi a Dondena.

Subito ci salutano le marmotte, che in questi prati sono proprio numerose, poi, man mano che camminiamo, il nostro sguardo è attirato dalle innumerevoli qualità di fiori, che si alternano in veri e propri “tappeti” di piccole stelle alpine, di genzianelle, di viole, di arnica, di rododendri e di tante altre specie, di cui ammiriamo la bellezza, ma di cui purtroppo non conosciamo i nomi.

Sembra di essere ritornati in primavera e arriviamo al lago di Miserin quasi storditi dall’intensità e varietà di colori, che si contrappongono a quello blu intenso del cielo e a quello bianco delle nuvole, che si muovono veloci, spinte dal vento sempre presente.

Il sentiero che si snoda intorno al lago, ci permette di ammirarne la bellezza da più angolazioni e di vivere un momento divertente; infatti ad un certo punto ci troviamo a dover attraversare un ruscello, che alimenta il lago stesso, e dopo aver trovato il punto giusto per guadare, evitando un gelido pediluvio, gli accompagnatori Gino e Stefano, dopo aver aiutato i ragazzi ad attraversare, improvvisano un siparietto, che diverte tutti e le risate ci accompagneranno fino a quando troveremo un punto riparato dal vento, dove poter mangiare.

La discesa su un sentiero più ripido, ci permette di ritornare in breve tempo al rifugio Dondena e soprattutto di vedere la vallata da un’altra prospettiva, sempre molto spettacolare.

Abbassandoci di quota il vento si esaurisce e il caldo torna a farsi sentire, tanto che quando arriviamo alle macchine, ci sembra di aver fatto un viaggio in un mondo parallelo, in cui abbiamo dimenticato per qualche ora la frenesia della vita quotidiana e abbiamo goduto di una tranquillità e di una serenità totale.

Ma, aimè, dai sogni bisogna risvegliarsi presto, ma sono certa che questa volta al risveglio ci rimarrà una carica, che ci accompagnerà fino alla prossima avventura, con il ricordo di momenti intensi vissuti con i nostri amici.

Ora non mi resta che ringraziare tutti i compagni di questa avventura e dare l’appuntamento alla prossima gita.

Ciao da Stefania



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