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12  FEBBRAIO 2017

CIASPOLATA ALL'ALPE PIANA DI RASSA



Località: Rassa



Appuntamento di tipo: Escursionistica

Organizzata da GRIM Varallo




seguirà locandina di presentazione della giornata






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Scheda aggiornata il 15-01-2017 - Dati inseriti/modificati dall'utente: GRIM Varallo





CIASPOLATA ALL'ALPE PIANA DI RASSA

Resoconto inserito il 28-09-2017

Era dal 2004 che il Grim non tornava in val Gronda, la valle che padre Giovanni Gallino il fondatore del gruppo “amò con tutta la sua gente”, come recita la targa che proprio la sua gente ha posato a perenne ricordo nella chiesa della frazione Fontana. Per la verità non vi è quasi angolo in questa valle che non esponga una sua immagine a dimostrazione di come anche questa gente amò il sacerdote. Quel sacerdote che, come dice ancora la targa “ sugli alpeggi predicò il vangelo, educatore di giovani all’amore per il creato e per il creatore”.

Ma veniamo a noi e alla nostra bella ciaspolata di domenica 12 febbraio. In quarantasette risaliamo, ciaspole ai piedi, la val Gronda di Rassa, dopo una leggera ma provvidenziale nevicata che rende il paesaggio invernale ancor più suggestivo. Salendo capiamo così perché il “Previ” era innamorato di questo angolo di paradiso e giunti al bivio per frazione Piana, capiamo anche perché era innamorato di questa gente, quando Nino Gugliemina si fa sentire per radio e ci da un simpatico benvenuto.

A questo punto un gruppetto sale direttamente alla Piana con Stefania mentre la maggior parte prosegue sul fondo valle con gli accompagnatori e giunge a Rassetta. L’impatto emotivo nel osservare quel prato innevato dove padre Gallino nel 1972 organizzò il primo campeggio del Grim, per me è stato notevole. Così come ricordare i giochi in riva a quel torrente con Paolo Erba, oggi presidente del Cai di Varallo, le lunghe escursioni che allora abbiamo affrontato, decisamente impegnative per ragazzi di quella età e che oggi non ci sogneremmo di proporre. Toccante anche rivedere, come in un sogno, Michele Fiorina al focolare mentre preparava il rancio per tutti noi o Romano Tosi che fa saltare le caldarroste alla castagnata di quell’anno, sempre qui a Rassetta. Infine rivedo Antonella, originaria di Rassetta amica vera che porto nel cuore oppure rivedermi, tredicenne orgoglioso, mentre Gallino mi incarica di riaccompagnare il preside, Padre Allovio, a valle, dopo che era salito a visitare il nostro campo. Rivivo momenti felici e spensierati della mia giovinezza, ma anche il ricordo di chi non c’è più e che ringrazio con un semplice sguardo al cielo di questa valle.

Ingoiato il groppo, ripartiamo per Fontana e poi su a Mezzanaccio facendo un po’ a turno per battere la neve fresca che il quel punto, così scoperto, ha reso la ripida salita un finale impegnativo. Aperto il portone principale della bella chiesetta, tutti possono ammirare l’interno e come questo luogo sacro sia stato ben curato e conservato.

Facciamo una veloce ricarica alimentare mentre il sole fa capolino e ripartiamo per raggiungere la frazione Piana. Avvisiamo via radio Nino, Giancarlo e Bruno di buttare la pasta. Durante il tragitto, sempre via radio, Stefania ci allieta con qualche schitarrata e così in pochi minuti, vuoi anche per l’appetito impellente, raggiungiamo la graziosa frazione. Assaporiamo, ancor prima del pranzo, la fantastica ospitalità dei tre amici presso il salone dei “Terrieri”, dove mangeremo al tepore di una grossa stufa a legna. Una “location” che come sempre stupisce chi la vede per la prima volta e che mai ci si può immaginare in questa piccola ma ben curata frazione.

Dopo pranzo i ragazzi si buttano letteralmente a testa nella neve fresca del pendio poco distante, mentre inizia una gradevole nevicata, contemporaneamente al sole che ancora fa capolino per salutarci. Dico due parole di ringraziamento agli amici della Piana per l’ospitalità, che colpisce chi ancora non ha avuto il piacere di conoscerli ed è proprio Nino a prendere la parola. Ci racconta di quando, da bambino, saliva da Piana verso la più alta val Sassolenda, in compagnia di padre Gallino e sino al lago di Scarpia. Non passa inosservato l’attimo di commozione che lo assale, cambiando il tono della sua voce e il luccichio nei suoi occhi quando anch’egli si rivede bambino al fianco del prete alpinista.

Già caro Nino, quanti anni sono che ci conosciamo? Io ho perso il conto per cui vuol dire che sono tanti, che siamo invecchiati ma che i bei momenti insieme trascorsi con chitarra e fisarmonica in montagna ci hanno fatto stringere una bella amicizia, di quelle che anche se non ci vediamo per un anno è sempre come se ci fossimo visti il giorno prima. Grazie a nome di tutti, anche questa volta sapevo di poter contare su di te e sugli amici della Piana.

Il ritorno festoso del gruppo ha visto una sola breve sosta a una cappelletta dove campeggia l’immagine del fondatore del Grim e dove i ragazzi hanno recitato, come consuetudine, la preghiera dell’alpinista che padre Gallino ci ha lasciato in preziosa eredità.

Uccio



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Fotografie della gita

 



 

 

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