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21 febbraio 2016 escursione invernale all’ alpe Seccio di Boccioleto



Scritto da: GRIM Varallo, pubblicato il: 14-07-2016

Relativo alla gita: ALPE SECCIO del 14-02-2016  

 

21 febbraio 2016: finalmente è arrivato il giorno della prima uscita ufficiale del Grim di quest’anno all’alpe Seccio di Boccioleto.
I giorni precedenti è arrivata la tanto attesa neve e abbiamo detto: “evviva, la ciaspolata si fa”. Cominciamo a chiedere in giro “quanta neve sarà venuta?” e le risposte inizialmente erano confortanti. Bene allora decidiamo di prenotare le ciaspole e subito Gino e Paola si attivano e, con la conferma che il gestore salirà ad aprire il rifugio, sembra tutto ok: la gita con le ciaspole che i ragazzi tanto attendono si può fare.
Ma ben presto bisogna mettere i piedi per terra e smettere di sognare; ci informiamo ancora e scopriamo che, sì a Seccio ci sono circa 20 – 40 cm di neve, ma l’innevamento del sentiero non è sufficiente per permettere di usare le ciaspole. Non ci diamo per vinti e allora Ferruccio e Vittorio venerdì pomeriggio salgono per sincerarsi di persona ed ecco la conferma: la neve è realmente poca. Quindi a malincuore abbiamo dovuto dare questa delusione ai nostri ragazzi e disdire le ciaspole già prenotate e a questo proposito voglio scusarmi con i titolari del “Tempo libero” di Borgosesia e ringraziarli per la loro disponibilità ad accettare la nostra disdetta quasi all’ultimo momento.
Arriviamo così finalmente a domenica mattina: al ritrovo alla stazione di Varallo ci siamo praticamente tutti, un bel gruppo di 50 persone con tanti bambini pronti ed entusiasti.
I preparativi all’inizio del sentiero sono stati veloci, perché abbiamo dovuto solo indossare le ghette e partire alla ricerca della tanto sospirata neve.
Il sentiero, infatti, è pulito fino alla cappelletta di Selletto, ma qui ne cominciamo a trovare un pochino e mentre Ferruccio ci informa su questo sito e racconta alcune leggende, è inevitabile che qualche bambino si distragga tirando qualche palla di neve.
La sosta presto finisce e si riparte pestando un sottile manto di neve.
Arrivati a Seccio, i bambini subito si rendono conto che qui l’altezza della neve è più rilevante e finalmente possono sfogarsi in battaglie e capriole.
Il punto più interessante di questa giornata è la chiesa di San Lorenzo. Molti di noi qui sono già stati, ma in pochi ne hanno visto l’interno, però oggi siamo fortunati perché don Luigi, parroco di Boccioleto, mi ha dato la chiave, così possiamo entrare e ammirare il prezioso tesoro degli affreschi di questa chiesa che è una delle più antiche della Valsesia.
Noi adulti avremmo voluto soffermarci ancora un po’ a rimirare queste sacre rappresentazioni, ma la giornata è dei bambini e loro giustamente reclamano i giochi sulla neve ed eccoli a dare il meglio nell’attesa del pranzo, tanto che qualcuno dovrà essere cambiato completamente prima di mangiare.
Dopo la fatica della salita e dei giochi l’appetito è proprio tanto e dopo averli fatti sedere a tavola, per tenere a bada i morsi della fame, ne approfitto per raccontare, fra “storia e leggenda” le vicende del Giacomaccio di Boccioleto e così tutti riescono a superare l’attesa del fumante piatto di pasta, che viene spazzolato velocemente.
Certo perché non bisogna sprecare tempo: siamo certi che quest’inverno vedremo e pesteremo ancora altra neve?. Così non si può resistere alla tentazione di fare un bel pupazzone di neve a grandezza d’uomo, che sarà la mascotte della nostra foto di gruppo.
Si avvicina così il momento di scendere a valle, ma resta ancora il tempo per recitare la Preghiera dell’alpinista del nostro compianto padre Gallino e rubo ancora un momento per parlare della Torre di Boccioleto, che anche se non è visibile da questo alpeggio è sempre un patrimonio della comunità di Boccioleto, di cui oggi siamo ospiti.
Questo monolito che sovrasta il paese è conosciuto da molti, diverse sono le vie per scalarlo ed è molto frequentato; ma quello che i più non sanno e che mi premeva far conoscere è il modo in cui è stato conquistato nel lontano 1933. Forse ho peccato un po’ di presunzione, ma ero orgogliosa di raccontare questa impresa a nome di mio nonno e due suoi amici, non tanto per la qualità tecnica, perché loro non erano alpinisti o scalatori, ma per testimoniare la loro perseveranza e trasmettere il messaggio ai ragazzi che se si vuole raggiungere una meta, ci si deve credere fermamente e impegnarsi a fondo, superando gli ostacoli che si possono incontrare, per arrivare al traguardo e godere di ciò che si è riusciti a realizzare.
Il rientro è stato veloce e al momento dei saluti, l’espressione sui volti di tutti è stato proprio gratificante.
A questo punto è doveroso fare i ringraziamenti e precisamente:
- al sindaco (Davide Sabbioneda) al suo vice (Pierangelo Carrara) e al gestore del rifugio “la baita di Seccio” (Mirko) che ne hanno permesso l’apertura straordinaria con la possibilità così di consumare il pasto in un luogo caldo e confortevole
- il parroco don Luigi Guglielmetti, che con fiducia mi ha consegnato la chiave della chiesa di San Lorenzo al Seccio permettendoci di ammirarne il magnifico interno.
Infine i ringraziamenti più calorosi vanno ai nostri ragazzi e ai loro genitori che ci accordano sempre la loro fiducia.
Grazie ragazzi, vedere il vostro entusiasmo è sempre motivo di nuova carica e voglia di prepararci per la prossima gita.
E se queste mie sensazioni sono corrette, vi aspettiamo sempre numerosi ad affrontare le fatiche e la bellezza delle nostre montagne.
Ciao da Stefania e da tutti gli accompagnatori del Grim




Inserito il 2016-07-14 22:50:26
Questo testo è stato pubblicato dall'utente: GRIM Varallo


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